La passione trasmessa dal fratello, i sacrifici dei genitori, il supporto degli amici ed un impegno costante, 365 giorni all’anno:
la storia di Arianna Fontana parte da questi fondamentali ingredienti.

"Dietro i ragazzi ci devono essere i genitori, perché se il genitore molla anche il figlio molla"

Le parole di mamma Maria Luisa acquistano una luce particolare quando ci si ricorda che la figlia in questione si chiama Arianna Fontana.


Una ragazza che ha scelto una disciplina olimpica come lo Short Track per esprimere tutto il suo talento.


Arianna nasce e cresce a Berbenno di Valtellina (SO), iniziando a pattinare a 4 anni sulle orme del fratello Alessandro presso la società sportiva Lanzada Ghiaccio.


Papà Renato e mamma Maria Luisa osservano l’amore e la passione che Arianna ha nei confronti di questo sport così poco considerato in Italia, accompagnandola costantemente agli allenamenti, che dalla Valmalenco si spostano qualche anno dopo a Bormio.

Tanti sacrifici, che iniziano a essere ripagati nel 2006, quando Arianna si affaccia sul palcoscenico internazionale, con l’argento ai campionati europei di Krynica-Zdroj e la medaglia di bronzo conquistata alle Olimpiadi di Torino con le compagne di staffetta Marta Capurso, Mara e Katia Zini, Cecilia Maffei.


All’età di 15 anni e 314 giorni, Arianna diventa l’atleta italiana più giovane a vincere una medaglia ai Giochi Olimpici Invernali: poche settimane dopo riceve dall’allora Presidente della Repubblica Ciampi il titolo di Cavaliere della Repubblica.


E’ la prima grande svolta della carriera di Arianna, che nel corso dei quattro anni successivi si afferma come elemento di punta della nazionale italiana di Short Track, con dei numeri impressionanti: 24 medaglie tra Coppa del Mondo, Mondiali ed Europei, impreziosite dalla conquista della corona europea nel biennio 2008- 2009.


Alle Olimpiadi di Vancouver del 2010, Arianna bissa la medaglia di bronzo conquistata quattro anni prima, questa volta sulla sua distanza prediletta, i 500 metri.


A nemmeno 20 anni conferma la sua straordinaria capacità nel centrare il risultato nell’appuntamento che conta.


Sempre più protagonista in nazionale, la portacolori delle Fiamme Gialle diventa la prima italiana, nel 2012, a vincere la Coppa del Mondo di Short Track sulla distanza dei 500 m.


Per tutto il triennio 2011-2013 Arianna mantiene il titolo di campionessa europea e chiude per due volte al terzo posto i Campionati Mondiali, segno di buon auspicio in vista delle Olimpiadi di Sochi del 2014.


Ed è proprio in Russia che arriva la definitiva consacrazione per Arianna, che firma 3 delle 8 medaglie complessive della spedizione azzurra: argento sui 500 metri, bronzo sui 1500 metri e nella staffetta, insieme alle compagne Lucia Peretti, Martina Valcepina ed Elena Viviani.


Da Torino a Sochi, Arianna si dimostra fuoriclasse indiscussa, anello di congiunzione tra due generazioni di pattinatrici capaci di affermarsi ai vertici mondiali.


Sull’onda del successo ottenuto nella spedizione russa, conclusa con il prestigioso ruolo di portabandiera alla cerimonia di chiusura dei Giochi, Arianna inizia con forti motivazioni la stagione 2014-2015.


Conquista infatti 4 medaglie d’oro in tutte le distanze di Coppa del Mondo e sfiora il titolo mondiale a Mosca, dove si laurea campionessa mondiale sui 1500 metri e si arrende solo nella 3000 superfinal alla coreana Choi, conquistando comunque una storica medaglia d’argento finale.


La strada verso i Giochi Olimpici Invernali del 2018 è ancora lunga; strategicamente Arianna decide di staccare un po’ la spina, saltando buona parte della stagione 2015-2016 e rientrando a pieno ritmo in nazionale solo nella stagione successiva, nel corso della quale conquista il sesto titolo europeo della sua carriera in casa, a Torino.


Il 24 ottobre 2017 il CONI ufficializza la nomina di Arianna a portabandiera dell’Italia alle Olimpiadi di Pyeongchang (Corea del Sud)


Un paio di mesi più tardi, il 18 dicembre 2017, riceve il tricolore dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, regalando per l’occasione questo emozionante discorso:


“Quel giorno in cui entrerò nello stadio e sventolerò il tricolore vedrà tre diverse me: una da bambina, con la passione dello sport, una me quindicenne che ha appena visto la via per l’olimpo dei giganti dello sport e la donna che vedete oggi pronta ad affrontare ogni sfida per aiutare il nostro Paese”


La responsabilità e l’orgoglio di rappresentare la nazione alla cerimonia di inaugurazione dei XXIII Giochi Olimpici Invernali costituisce una ulteriore carica per Arianna, che centrerà le finali in tutte e quattro le distanze previste, firmando, come quattro anni prima, 3 delle 10 medaglie complessive del medagliere azzurro.


Non solo.


Il 13 febbraio 2018 realizza il sogno di una vita, vincendo la medaglia d’oro nella sua distanza prediletta, i 500 metri: le sue lacrime di gioia, mentre festeggia al centro dell’ovale di Gnagneung con la bandiera italiana, rimarranno uno dei ricordi più belli di questa Olimpiade.


La medaglia d’argento in staffetta e la prima medaglia (di bronzo) sui 1000 metri fa salire a 8 il totale delle medaglie olimpiche di Arianna, in grado di eguagliare due leggende dello Short Track come Apolo Ohno e Viktor An.


L’Olimpo dello Sport ha riservato ad Arianna un posto speciale dopo 12 lunghi anni di successi e sacrifici, e all’orizzonte si inizia a scorgere la bandiera cinese di Pechino 2022…