La frenesia che si vive a Berbenno di Valtellina nel mese di febbraio dell’anno olimpico è uno stato d’animo che entra in forma dirompente nella vita quotidiana della gente.

Si manifesta in egual forma tra grandi e piccini e raggiunge il picco massimo quando lo speaker esclama: “From Italy: Arianna Fontana”

 

I Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina hanno rappresentato una occasione unica per vivere ancor più da vicino le gare di Arianna e di tutti gli altri atleti della nazionale italiana.

La prossimità geografica dell’evento ha annullato molti di quei fattori che creavano distacco con l’atmosfera olimpica (primo fra tutti il fuso orario) e al tempo stesso ha avvicinato i tifosi a sport spesso snobbati.

Tra questi, proprio lo Short Track di Arianna.

 

La Sala Quattro Torri dell’Oratorio di Berbenno è stata il punto di partenza di questo viaggio durato due settimane. Don Nicola ha aperto le porte un giorno sì e un giorno no (così prevedeva il calendario dello Short Track), accogliendo nella giornata di esordio circa 200 alunni dell’Istituto Comprensivo Giuseppe Fumasoni. Il pensiero che più ricorreva nel corso di quella giornata era:

“Ma nessuno di questi era nato a Torino 2006. Ma nemmeno a Vancouver 2010. Forse a Sochi 2014 qualcuno sì…”

Si porteranno dietro il ricordo di aver vissuto la medaglia d’oro di Arianna nella staffetta mista durante l’orario scolastico. Ed è forse per questo motivo che la poesia che le hanno dedicato suona così bene:

 

“Arianna, la regina del ghiaccio.

Sulle lame sottili vola leggera,

veloce e grintosa come una pantera.

Non è solo il vento che la spinge lontano, ma l’impegno costante tenuto per mano.

Cade, si rialza non molla mai l’osso e il suo sogno pian piano diventa più grosso.

Ha vinto medaglie di bronzo argento e oro, ma è il sorriso il suo vero tesoro.

Insegna a noi tutti con grande passione che serve fatica per diventare un campione.

Grazie Arianna, freccia tricolore, sarai sempre nel nostro cuore”

 

 

Per la serata dei 500 metri, distanza nella quale Arianna va a medaglia dal 2010, il Fan Club è riuscito ad accaparrarsi un discreto numero di biglietti alla Milano Skating Arena.

Renato, Maria Luisa e Alessandro guidano il gruppo: loro ad Assago sono di casa durante queste settimane olimpiche.

Per tutti gli altri è l’unica occasione di vedere Arianna gareggiare dal vivo ad una Olimpiade.

Potevano forse scegliere occasione migliore di quella in cui Arianna vince una medaglia d’argento, eguagliando il record di medaglie olimpiche precedentemente detenuto da Edoardo Mangiarotti?

 

“Vi sono istanti in cui la Storia non cammina: arde. Scivola, furiosa. Colpisce, ferma di spada. Ricama, di fioretto.

E oggi, proprio oggi, sul cristallo livido dell’arena, Arianna Fontana ha compiuto ciò che non è gesto, ma consacrazione.

Ha toccato sul petto, ma pur di fioretto, Edoardo Mangiarotti, il dominatore delle lame, il signore d’acciaio che fece della scherma una liturgia e del silenzio una vittoria.

Ma no, non è solo un pareggio di cifre.

È un congiungersi di fiamme.

Arianna, figlia del gelo e della vertigine, ha inciso il ghiaccio come si incide un nome sul marmo.

Ogni passo una ferita luminosa.

Ogni curva un atto di superbia sacra.

Ogni battito un’offerta alla divinità crudele dello Sport.

Mangiarotti colpiva.

Lei assale l’aria stessa.

E se l’uno governava la lama, l’altra domina il tempo.

Ma l’epica – l’epica vera – non risiede nell’eguagliare.

No, l’epica è l’oltrepassare l’ombra del gigante senza rinnegarla.

È posare il piede sulla soglia dell’eterno e non tremare.

Arianna non si è inginocchiata al mito: lo ha guardato negli occhi.

E nel guardarlo ha compreso che il mito non è una vetta: è un ponte.

Così oggi noi non celebriamo una cifra, celebriamo l’ardire e l’ardore.

Perché quando una donna d’Italia raggiunge l’altare dei grandi e vi posa il proprio nome senza esitazione, la leggenda non si conserva.

Si rifonda.”

 

Le parole di Fabrizio Delprete consegnano alla storia il record di medaglie di Arianna, celebrato a Berbenno con il suono delle campane a festa.

Lo “Spirito Olimpico”, promosso dal Comune di Berbenno di Valtellina con in prima linea il sindaco Valerio Fumasoni, ha raggiunto il suo culmine mercoledì 18 febbraio con la medaglia d’argento conquistata da Arianna, Elisa Confortola, Chiara Betti e Arianna Sighel nella staffetta femminile.

 

La quattordicesima medaglia per Arianna che incide definitivamente il numero 14 nella storia dello sport italiano.

 

Il discorso del presidente del Fan Club Luca Fumasoni in occasione dell’evento di accoglienza ‘Homecoming’ è fa da chiosa finale a questa storia:

 

“Arianna ci ha insegnato il valore del tempo.

La storia che racconta il mese appena trascorso ha festeggiato un altro compleanno, il ventesimo.

Quando é iniziata io non ero ancora maggiorenne e molti di coloro che hanno attraversato questo mese insieme a noi del Fan Club non erano nati. 

Ora abbiamo davanti un nuovo tempo.

Un tempo in cui il nome “Arianna Fontana“ occupa il primo posto nella classifica degli atleti italiani più medagliati nella storia dei Giochi Olimpici.

Un tempo in cui l’aver vissuto ció che é stato rimarrà indiscutibilmente ai primi posti della classifica dei ricordi della nostra vita.”